Creed II

Film 2018 | Drammatico, Sportivo +13 130 min.

Titolo originaleCreed II
Anno2018
GenereDrammatico, Sportivo
ProduzioneUSA
Durata130 minuti
Al cinema107 sale cinematografiche
Regia diSteven Caple Jr.
AttoriMichael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Wood Harris, Russell Hornsby Florian Munteanu, Andre Ward, Phylicia Rashad, Dolph Lundgren, Raul Torres, Darin Ferraro.
Uscitagiovedì 24 gennaio 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneWarner Bros Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,18 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Steven Caple Jr.. Un film Da vedere 2018 con Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Wood Harris, Russell Hornsby. Cast completo Titolo originale: Creed II. Genere Drammatico, Sportivo - USA, 2018, durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 24 gennaio 2019 distribuito da Warner Bros Italia. Oggi tra i film al cinema in 107 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,18 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ritorno alle origini, alla scoperta di ciò che un tempo ha reso Adonis e Rocky dei campioni, senza dimenticare che non possono sfuggire al loro passato. In Italia al Box Office Creed II ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 7,1 milioni di euro e 3,7 milioni di euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,18/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,42
PUBBLICO 3,11
CONSIGLIATO SÌ
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Un 'film di boxe' intimo ma robusto, che rinnova il capitale simpatia e sigla l'addio definitivo a Rocky.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 16 gennaio 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 16 gennaio 2019

Adonis Creed ha tutto. Tutto quello che un atleta e un uomo possono desiderare: il titolo di campione del mondo dei pesi massimi e l'amore di Bianca, a cui chiede di sposarlo. Ma a un passo dalla felicità, il passato torna e lo sfida. Il suo fantasma ha il volto e i muscoli di Viktor, figlio di Ivan Drago, che trentaquattro anni prima ha ucciso suo padre sul ring. Sconfitto da Rocky Balboa, abbandonato dalla consorte e dimenticato dal suo paese, Ivan cresce il figlio a sua immagine e cerca il riscatto al suo fianco. Adonis accetta di combattere contro Viktor ma Rocky non ci sta. Almeno fino a quando il suo pupillo non comprenderà la sola cosa per cui valga la pena incassare pugni e assestarne: la famiglia.

Che cosa cerchiamo (da sempre) in Rocky? L'emozione, il masochismo, il punto di rottura della carne, l'allenamento 'ecologico', l'avversario postumano, il confronto sul ring, l'eccesso, gli snodi narrativi che sfidano l'improbabile, in una parola la ripetizione che rinnova il conto aperto dell'eroe col suo pubblico.

Modesto, taciturno e tenace, Rocky Balboa si rialza ogni volta e lo paga a pugni chiusi e ben piazzati. Tre anni dopo Creed, spin-off di Rocky che rinfrescava la saga contrapponendo il carisma ascensionale di Michael B. Jordan al crepuscolo malinconico di Sylvester Stallone, Creed II rinnova il capitale simpatia e sigla l'addio definitivo a Rocky. Perché Hollywood adora uccidere e poi onorare il passato rifacendolo ad nauseam. Il seguito, il seguito del seguito, è la sua mania, il suo dramma, la sua maledizione. Ma che importa, quando si tratta di Rocky nemmeno il pubblico getta la spugna.

Se il Creed di Ryan Coogler è una lettera d'amore a Rocky, il sequel di Steven Caple Jr. è congenitamente legato a Rocky IV, l'atto di fondazione del personaggio Jordan/Creed. Pessimista sugli sviluppi della perestrojka e del socialismo riformato di Gorbaciov, Stallone introduceva nella saga un campione sovietico, stereotipo dell'atleta durante la guerra fredda e veicolo propagandistico, secondo l'immaginario americano, del regime totalitario. Nel 1985 Apollo Creed moriva sul ring e sotto i colpi di Ivan Drago, caricatura comunista e parodia massiccia del rivale di Stallone al box office dell'epoca: Arnold Schwarzenegger.

Se Rocky IV giocava la carta del gigantismo, Creed II sceglie quella intima. Steven Caple Jr. non costruisce il suo film sulle rovine del blocco capitalista contro quello comunista, anche se e a dispetto del buon senso geopolitico, la sceneggiatura di Stallone sembra prolungare la guerra fredda come in Rambo. Ma i muri sono caduti, Brigitte Nielsen ha lasciato Drago per un oligarca borioso e l'eroe bianco e reaganiano per eccellenza ha ceduto il passo a un eroe black contemporaneo, forgiato nell'America di Obama e lontano dalla binarietà dei ruoli hollywoodiani (magical negro o delinquente).

Né totalmente ghetto, né totalmente borghese, Adonis è il Drake del ring che cerca nella boxe una maniera di esistere. A questo giro di round non ci sono guerre fredde da scongelare e la boxe non è che un pretesto. Stallone rispolvera il racconto di 'passaggio' e schiera quattro pesi massimi (Adonis e Rocky, Viktor e Ivan) davanti alla camera di Steven Caple Jr., servendo un dramma shakespeariano, come suggerisce nel film un cronista sportivo.

Creed II è soprattutto una storia di uomini che ritornano, vivono e diventano. Di uomini che crescono, invecchiano e non smettono di cercare il loro posto, di domandarsi quale eredità lasceranno. Una storia di filiazione, di sangue o di cuore, di uomini che prendono colpi ma continuano ad avanzare, costi quel che costi. Perché malgrado i dubbi, le prove, gli scacchi non si lasciano abbattere, perché malgrado la loro età, la loro estrazione sociale, il loro destino spezzato sono sempre pronti a un nuovo round per comprendere cosa significhi essere un uomo, un padre, un figlio. Sul ring la coreografia dei combattimenti non ha l'eleganza raggiunta da Coogler, che girava come un felino intorno al corpo dei pugili, Caple Jr. preferisce moltiplicare i punti di vista, 'allargando' sugli spettatori e i giornalisti.

Nondimeno Creed II vince ai punti e puntando sui suoi attori: Michael B. Jordan energico e appassionante nella sua vulnerabilità, Sylvester Stallone metodico e bofonchiante fuori dal ring, Dolph Lundgren wagneriano e quasi ciarliero, Florian "Big Nasty" Munteanu monolitico e imponentemente sobrio.

Il risultato è un 'film di boxe' dal conformismo narrativo rassicurante, un racconto robusto aggrappato all'applicazione, all'etica dello scontro leale, all'eredità, al lutto, alla resilienza, all'orgoglio, al patriottismo esasperato ma soprattutto alla famiglia. Con Creed II siamo daccapo nella linea narrativa arcinota, manichea e prevedibile. Una ricetta elaborata da Stallone nel 1976 e 'trasmessa' nel 2019 sul tema eroico di Bill Conti, che interrompe la composizione fusionale di Ludwig Göransson e consegna il testimone a Creed. Creed che prende a pugni i suoi demoni e si costruisce finalmente la sua leggenda.

Quanto a noi, felici di ritrovare l'universo di Rocky intatto, ci congediamo da un attore "atleta del cuore" e dell'immaginario collettivo, un monumento di muscoli e repliche masticate, un probo lavoratore del ring che atterra con sventole iperboliche il campione smargiasso di turno. L'eroe di un'altra epoca che ha allenato l'eroe di questa epoca perché Sly sa che non ne avremo mai abbastanza di storie di Rocky che chiudono sempre in favola.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 25 gennaio 2019
GUSTIBUS

Come giudizio tre stelle,ma da 65enne il film mi ha entusiasmato forse di piu'ancora di ROCKY 4del 1985.Si a livello narrativo capovolgendo i personaggi Adonis Creed figlio del famoso Apollo e Viktor Drago figlio di Ivan,il famoso"ti spiezzo in due!"la tematica e' abbastanza identica,ma ammetto che coinvolge ancora.Il regista Steven Caple jr.

giovedì 24 gennaio 2019
Taty23

“Quindi ora chiediti: Sono qui per dimostrare qualcosa agli altri o per dimostrare qualcosa a me stesso?” A distanza di tre anni arriva in sala “Creed II” sequel di “Creed – Nato per combattere”, spin-off della saga di Rocky. Sotto la guida di Rocky Balboa(Sylvester Stallone) Adonis “Donnie” Creed(Micheal B.

venerdì 25 gennaio 2019
Inesperto

Fermo restando che Rocky sul ring era un'altra cosa, in questa pellicola ci avviciniamo molto a quello che è lo spirito vivo della saga. Molte cose vengono riprese dai film storici: da Rocky IV, chiaramente, l'avversario e l'intera trama; da Rocky III il doppio confronto sfida-rivincita; da Rocky II le due fasi dell'allenamento finale, una prima difficoltosa e una seconda grintosa. [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 gennaio 2019
Exleon32

Sono andato al cinema aspettandomi un film simile al predecessore invece mi sono ritrovato davanti un film veramente ben fatto,menzione speciale per il regista mi è piaciuta tantissimo la gestione delle inquadrature,per farla breve un fun della saga non può non andare a vederlo!

giovedì 7 febbraio 2019
Umberto

 Ottavo film della saga di Rocky Balboa e secondo incentrato su Adonis Creed, figlio di Apollo, intento a ripercorrere le orme del padre, guidato dall'ex Stallone Italiano, che, nonostante in questi ultimi due film sia una figura di secondo piano, riesce comunque ad emergere. Passano gli anni e Stallone da carisma al personaggio, cosa che riesce anche a Dolph Lundgren.

venerdì 1 febbraio 2019
elpiezo

 Per Adonis Creed, figlio d'arte e detentore del titolo mondiale giunge un'improvvisa ed inaspettata sfida col passato. Un confronto sull'onore, la redenzione, il coraggio, sotto gli occhi sapienti di un immortale Sylvester Stallone. “Zio Rocky” torna a bordo ring in una suggestiva rievocazione di quel leggendario incontro che sullo sfondo della guerra fredda rappresent&ogra [...] Vai alla recensione »

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
mercoledì 30 gennaio 2019
Giuseppe Fadda, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Dal punto di vista prettamente narrativo, Creed II segue la stessa struttura del suo predecessore e, più in generale, dell'intera saga relativa al personaggio di Rocky Balboa: il protagonista (in questo caso Adonis Creed) viene sfidato da un avversario (qui Viktor, figlio di Ivan Drago, l'iconico villain di Rocky IV nonché assassino del padre di Adonis), riceve una pesante sconfitta e intraprende un percorso di maturazione personale che culmina nel re-match contro il rivale. A distinguere Creed II dagli altri film della saga è l'attenzione posta al tema della famiglia, che, sebbene già presente nei capitoli precedenti, non è mai stato trattato in maniera così approfondita.

Il film insiste fin dall'inizio sulla contrapposizione tra il nucleo familiare di Adonis e quello di Viktor.

Adonis gode dell'amore di Bianca, che è in procinto di sposare, dell'affetto della madre adottiva Mary Anne e del supporto del suo allenatore Rocky; sa di avere alle spalle una squadra pronta a sostenerlo, indipendentemente dal suo successo - che, comunque, non gli manca, forse proprio grazie al sostegno di questa amorevole famiglia allargata. Viktor, invece, ha pagato le conseguenze della sconfitta di suo padre ed è vissuto in un contesto di odio e povertà: la madre lo ha abbandonato e il padre Ivan, pur amandolo, lo ha cresciuto come una vera e propria macchina di guerra, in un disperato tentativo di rivivere tramite lui la gloria e la fama che gli furono portate via con la vittoria di Rocky.

Lo spettatore è naturalmente inclinato a tifare per Adonis, ma Viktor resta uno dei villain della saga con cui è più facile empatizzare: la sua furia brutale e la sua violenza incontrollabile sono solo il frutto di un'educazione malata e psicologicamente vessante.

FOCUS
domenica 27 gennaio 2019
Roy Menarini

Sebbene nei principali dizionari della critica, spesso cipigliosi, Rocky IV venga liquidato con un'alzata di spalle e qualche sarcasmo, dentro la cultura popolare il terzo sequel della saga ideata da Sylvester Stallone occupa un posto speciale. Al di là della propaganda da (tramontante) guerra fredda, Rocky IV non solo portava a morte un protagonista importante del franchise (Apollo Creed), con un'intuizione degna dei colpi di scena della serialità contemporanea, ma proponeva un confronto tanto elementare quanto potente: la lotta tra l'eroe popolare e il mostro, tra l'atleta operaio e l'uomo-macchina, insomma tra Balboa e Drago. La cosa interessante del film era il modo in cui la cultura americana rivendicava (attraverso gli allenamenti nella neve e con il solo aiuto del sudore) una fatica "proletaria" nei confronti di un pugile, Ivan, allenato a tecnologia, scienza, medicine, insomma ben lontano dalla retorica del "compagno" tutto fatica e collettivismo. Anche in Creed II i luoghi mitici del film precedente (in fondo questo è anche Rocky VIII) ritornano, compresa la rigenerazione mentale attraverso l'allenamento estremo - e vagamente masochistico - nel deserto, lontani da telecamere e giornalisti. Ma quel che più conta è aver convocato l'invecchiato Ivan Drago, all'angolo contrapposto di Rocky, e aver proposto l'iconica rivincita tra i due figli dei campioni, una sfida che al padre di Adonis Creed, Apollo, era come noto costata la vita.

Insomma, ci troviamo di fronte a una situazione non inedita in questi anni: l'impero della nostalgia. La nostalgia è sempre stato un potente afrodisiaco cinefilo, che ogni generazione di cineasti ha messo in gioco fin dalla New Hollywood degli anni Sessanta e Settanta.

Figuriamoci oggi, dove le mitologie cinematografiche faticano a imporsi come un tempo, assediati da nuovi riti culturali e fiaccati dalla serialità televisiva. Ecco perché sia i personaggi degli anni Ottanta sia nello specifico Rocky IV assumono in Creed II un ruolo psicologico così potente: non si tratta solamente di icone che si sono incardinate nell'immaginario dello spettatore affezionato, ma anche di figure cui si invidia la capacità di restare immortali dopo tanti anni. Di quanti film contemporanei lo si potrà dire in futuro? Non è un problema di qualità del cinema del presente, solo di rapidità e vaporizzazione comunicativa, che non permette facili permanenze nella memoria spettatoriale. Bene hanno fatto dunque Stallone alla sceneggiatura (a proposito, a quando una completa riconsiderazione di Sly come scrittore?), Ryan Coogler in produzione e Steven Caple jr. in regia a escludere in partenza ogni desiderio di decostruire il mito o di eccedere in autorialità, o in sentimenti crepuscolari. Creed II punta a rifondare il cinema di genere pugilistico, a capitalizzare questa strana saga a forma di spin off, ad affiancare i fan degli anni Ottanta con quelli di oggi (nelle sale dove si proietta il film, si notano moltissimi cinquantenni con figli adolescenti), e a sbancare il box office. Se qualcuno vuole mugugnare, liberissimo. Tuttavia, vale la pena avvertire che quando ci si lamenta perché il cinema popolare è stato completamente soppiantato dai supereroi con effetti speciali, e si rimpiange un tempo di generi sangue sudore e lacrime, non è poi il caso di fare gli schizzinosi se Creed II ogni tanto taglia con l'accetta le sfumature e propone un sano divertimento epidermico e appassionante. Con un pizzico di straziante crudeltà: il meccanismo di umiliazioni e rabbia della famiglia Drago, cui non viene risparmiato alcun accento tragico. Insomma, anche se le vorticose riprese sul ring di Ryan Coogler e la sua sensibilità nella rappresentazione del milieu afroamericano mancano un po', Creed II è il film giusto al momento giusto.

Frasi
La vita ti riserva un sacco di colpi bassi.
Una frase di Rocky Balboa (Sylvester Stallone)
dal film Creed II - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 5 febbraio 2019
Simone Soranna
Duels.it

La saga di Rocky appartiene a Sylvester Stallone. Non solo perché ne veste, ovviamente, i panni, ma proprio perché è sempre lui a nutrirla, con nuovi progetti, script, regie e interpretazioni. Per questo motivo, quando vediamo gli ultimi capitoli del reboot attuale, non vediamo Sly nei panni di Rocky, ma nei panni di se stesso. Creed II prende le mosse esattamente dove il primo capitolo ci aveva lasciati, [...] Vai alla recensione »

domenica 3 febbraio 2019
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Rocky, il suo nome è Rocky Balboa. Fuori dal ring da decenni, ormai, eppure sempre dalle parti di una palestra. Per stare accanto, in questo film come nel precedente, ad Adonis Creed, figlio di Apollo, ucciso in un tragico incontro con il russo Ivan Drago nella pellicola del lontano 1985. E allora che cosa ci si può ancora inventare per fornire nuova linfa a una saga pugilistica che dura da quasi mezzo [...] Vai alla recensione »

sabato 26 gennaio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Tra "Fruitvale Station" e "Black Panther" (candidato all'Oscar come miglior film, la prima volta di un supereroe e la prima volta di una storia dove i neri non le prendono dai bianchi) Ryan Coogler aveva girato "Creed - Nato per combattere". Discendente in linea diretta dalla saga "Rocky": Adonis Creed è il figlio illegittimo di Apollo Creed, rivale di Rocky Balboa? attirato dal ring come se fosse [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 gennaio 2019
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Sylvester Stallone ha sempre saputo cosa faceva. E perché. Anche quando magari i risultati non erano all'altezza delle sue aspettative di regista e interprete. All'altezza di Rocky IV, il capitolo più fustigato della saga, l'attore e regista era considerato alla stregua di un megafono reaganiano. Lui, invece, guardava già avanti. Perché dietro al guantone a stelle e strisce che si scontra come un meteorite [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2019
Lorenzo Rossi
Cineforum

Non stupisce tanto che con perfetta puntualità sia arrivato anche il sequel dello spin-off (o reboot, fate voi) - del resto l'arte del riciclo è diventata la tendenza hollywoodiana più remunerativa e frequentata degli ultimi anni - e nemmeno che ci siano sempre gli anni '80 a fare da nume tutelare alla saga, piuttosto che fra tutti i rifacimenti e le risuscitazioni possibili si sia andati a prendere [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

L'incontro di boxe tra il campione del mondo in carica Adonis Creed e Viktor Drago non è un match qualunque. Troppe storie brutte porta con sé. Il padre di Viktor, Ivan, massacrò sino alla morte il padre di Adonis, il celebre Apollo Creed, prima di venir umiliato a casa sua proprio da Rocky Balboa, che di Adonis è trainer, protettore e amico. Ora Ivan che a seguito di quella sconfitta perse tutto, [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Si intitola Creed II, ma si legge Rocky alias Sylvester Stallone, il quale rilancia con successo il suo storico personaggio nello spinoff creato in spirito di continuità dal Ryan Coogan di Black Panther. Qui, pur affidando la regia a Steven Caple Jr, Coogan firma con Stallone un copione giocato sui temi base della saga, la vittoria come forma di riscatto e l'importanza della mozione degli affetti: [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 gennaio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Creed contro Drago, atto secondo. Chi ama la saga di Rocky sa cosa abbia rappresentato, nella trama, quel famoso match che costò la vita ad Apollo. Ora, tocca ad Adonis Creed, forte del titolo di campione del mondo, sfidare il figlio di «ti spiezzo in due» per vendicare il genitore defunto. Pugilato, ovvio, ma non solo. Il vero tema di fondo è il rapporto padre-figlio che fa da colonna sonora alle [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 gennaio 2019
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

All'inizio Balboa/Stallone sembra un fantasma. Lo vediamo aggirarsi in profondità di campo, come un'ombra, e interagire solo con Adonis per dare gli ultimi consigli prima di salire sul ring. Viene il sospetto - presto fugato - che sia un'immagine mentale di Adonis, l'angelo custode a cui far riferimento per meritarsi il titolo. In realtà Rocky è vivo e vegeto e serve ad Adonis come quest'ultimo serve [...] Vai alla recensione »

martedì 22 gennaio 2019
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Sylvester Stallone lo sapeva. Alla fine di Rocky IV, sui titoli di coda scorrevano foto in bianco e nero del film appena visto, come a dire che l'incontro con Drago era già entrato nella storia e nella leggenda. Ora è giunto il momento della mietitura di un raccolto cui nessuno credeva. La grazia fordiana con la quale Stallone cammina verso il sole che cala del suo autunno è impareggiabile.

martedì 15 gennaio 2019
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Rocky. Il campione della working class, della New Hollywood. L'immagine di un'America che si rialza. Dopo una corsa selvaggia sulla scalinata del Philadelphia Museum of Art, sulle indimenticabili note di Bill Conti. Il pugno alzato verso il cielo, l'inizio di un'epoca. 1976-2019. Quarantatré anni di un mito. Oggi è diventato un allenatore, un guerriero "in pensione" che si prende cura del suo pupillo. [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 31 gennaio 2019
A cura della redazione

Adonis Creed ha tutto. Tutto quello che un atleta e un uomo possono desiderare: il titolo di campione del mondo dei pesi massimi e l'amore di Bianca, a cui chiede di sposarlo. Ma a un passo dalla felicità, il passato torna e lo sfida.

BOX OFFICE
giovedì 31 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Creed II incassa 210mila euro e vince anche la giornata di mercoledì, arrivando in zona 5 milioni di euro. Nettamente staccati gli altri film con La Favorita (guarda la video recensione) e Ricomincio da Me che completano il podio con numeri non particolarmente [...]

BOX OFFICE
mercoledì 30 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Creed II si avvicina ai 5 milioni di euro grazie ad un martedì da 248mila euro (in calo rispetto a lunedì), ma resta comunque l'unico film capace di superare i 100mila euro complessivi. Il podio è completato da La Favorita (guarda la video recensione), [...]

BOX OFFICE
martedì 29 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Creed II resiste al classico crollo degli incassi del lunedì e mette a segno una giornata da oltre 300mila euro, che portano il suo totale a oltre 4 milioni di euro. Incassi agostani per tutti gli altri film in classifica, purtroppo.

BOX OFFICE
lunedì 28 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Un'ottima domenica da oltre 1,1 milioni di euro permette a Creed II di stravincere il weekend con un totale di 3,6 milioni di euro e avvicinarsi già parecchio al dato complessivo del predecessore che incassò 5,5 milioni qualche anno fa.

BOX OFFICE
domenica 27 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Creed II stende la concorrenza e supera il milione di euro nella giornata di ieri, superando nettamente i 2 milioni di euro complessivi. A questi ritmi dovrebbe eguagliare il predecessore, che incassò 5,5 milioni di euro, entro la fine della prossima [...]

BOX OFFICE
sabato 26 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Vola ben oltre il milione di euro in due giorni Creed II, che ieri ha incassato quasi 700mila euro e che si prepara a stravincere il weekend. Nel 2016 il primo episodio ottenne un totale di 5,5 milioni, che a questi ritmi dovrebbe essere raggiunto in [...]

BOX OFFICE
venerdì 25 gennaio 2019
Andrea Chirichelli

Fantastica partenza per Creed II, che apre con ben 640mila euro e quasi 100mila spettatori in un giovedì altrimenti piuttosto avaro di soddisfazioni al botteghino. Al secondo posto c'è Glass (guarda la video recensione), unico altro film a superare i [...]

[LINK] TRAILER
mercoledì 20 giugno 2018
Francesca Ferri

Il ritorno alle origini in una storia che va oltre il ring. Sylvester Stallone e Michael B. Jordan reinterpreteranno di nuovo Adonis Creed e Rocky Balboa in Creed 2, il nuovo capitolo della saga di Rocky e il sequel del grande successo del 2015 Creed [...]

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